Un’icona della nostra epoca – MuhammadAli!
Un’icona è un’opera d’arte religiosa, più comunemente un dipinto. In generale il termine è utilizzato in un ampio numero di situazioni di un’immagine o una rappresentazione. La parola “icona” è utilizzata in senso generale del simbolo cioè un nome, una faccia, un’immagine, un edificio o anche una persona facilmente riconosciuta come avente un certo significato ben noto, per esempio un individuo da rispettare o una persona che ha una influenza nella politica o sport ecc. La parola “icona” è stata usata per descrivere tante persone diverse nei libri e giornali nel nostro tempo. Dal papa Giovanni Paolo II al motociclista Valentino Rossi nei media sono stati usata la stessa parola. Parlando di Giovanni Paolo II come un uomo rinomato per il suo perdono, come può usare la stessa parola “icona” per un motociclista come “Rossi”? Certamente non si può fare di tutta l’erba un fascio? Secondo me penso che la parola “icona” dovrebbe essere riservata per un gruppo per pochi. Mi sembra senza dubbio che un membro di questo gruppo debba essere Muhammad Ali. Molte persone sono state inspirate e sollevate da uno di più grandi campioni sportivi di tutti i tempi. Probabilmente il pugile singolo più famoso del mondo, Muhammad Ali si è affermato come uno dei pugili pesi massimi più grande nella storia del pugilato. Nato Cassius Marcellus Clay Jr. in Louisville, 17 gennaio 1942, Ali ha cambiato il suo nome dope l’adesione della Nazione di Islam nel 1964.[1]Come un dilettante, ha vinto una medaglia d’oro nella divisione dei mediomassimi al 1960 Olimpiadi a Roma. Dopo il passaggio al professionismo, ha continuato a diventare il primo pugile a vincere il campionato lineare dei pesi massimi per tre volte.[2] Durante la sua carriera Ali non era solo conosciuto come uno sportivo di fama mondiale ma anche per il suo impegno umanitario. Per esempio nel 1974 sconfisse il campione George Foreman nella loro lotta in Zaire, in uno dei più grandi sconvolgimenti nella storia di pugilato, pubblicizzata come “The Rumble in the Jungle”, la lotta ha avuto un impatto sociale di base. L’incontro tra Ali e il popolo africano ha dimostrato che, sebbene fosse feroce sul ring, aveva anche un lato compassionevole. Ha detto che questa lotta era sui problemi razziali e voleva stabilire un rapporto tra neri americani e africani.[3] La volontà di Ali di mettere la sua lotta molto promossa e pubblicizzata in luogo lontano come Manila ha segnalato la sua passione per creare la consapevolezza del mondo in via di sviluppo. Anche dopo il suo ritiro nel 1981, Ali ha continuato a impegnarsi in numerosi sforzi umanitari. Questi includevano un viaggio in Iraq per negoziare la liberazione dei quindici ostaggi nel 1990. Ali difese il titolo per otto volte, poi la sua carriera fu interrotta quando si rifiutò di combattere in Vietnam. Ciò gli costò il ritiro della licenza da parte delle commissioni atletiche pugilistiche. Ha detto “Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro”[4]. Questo evento è stato un’altra dimostrazione della sua attenzione per gli altri. Non voleva andare a combattere in una guerra che non credeva fosse giustificata e ha usato questo evento per far conoscere le questioni razziali nel suo paese al mondo. Se promuovendo la tolleranza e la comprensione, studiando la sua religione, o raggiungendo i bambini bisognosi, Muhammad Ali è dedicato a rendere il mondo un posto migliore per tutti. Nessun atleta ha mai contribuito di più alla vita del suo paese, o il mondo, di Muhammad Ali.[5] Credo che lui abbia guadagnato il diritto di essere chiamato un’icona. Ali ha dimostrato che uno sport può essere più di intrattenimento, ma anche può essere un evento culturale con il potere di modificare i valori sociali. Inoltre ha dimostrato che un uomo nero può resistere all’oppressione sociale. Il suo successo come un pugile è ampiamente rispettato, ma la più grande conquista di Ali è la sua eredità come un campione, un leader e un umanitario. Il suo lavoro dentro e fuori del ring rende veramente Muhammad Ali “The Greatest of All Time”.[6]Ali è veramente un’icona della nostra epoca.

[1] Preso da Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Ali.
[2] Anche preso da Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Ali.
[3] Preso da http://www.myhero.com/go/hero.asp?hero=m_ali.
[4] Preso da http://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Ali#Altri_progetti.
[5] Preso da www.ali.com
[6] Preso da www.ali.com
Greg Martin.

. Il Diavolo di Milan

